16 ottobre 1943

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la deportazione degli ebrei di Roma

 

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GIORNATA DELLA MEMORIA

Ricordiamo quel 16 ottobre al Ghetto

Proclamare il lutto cittadino: Roma venne sfregiata, ma non ha mai riconosciuto quella data come un'infamia: è un immenso debito contratto con la sua comunità ebraica

da Corriere della Sera, del 25/01/2012
di PIERLUIGI BATTISTA

Roma avrebbe un solo modo per celebrare in modo non retorico il Giorno della Memoria: proclamare solennemente il 16 ottobre una giornata di lutto cittadino. È la data in cui la città venne sfregiata. Il 16 ottobre del 1943 i nazisti rastrellarono il Ghetto, deportarono 1.023 romani, italiani, ebrei con destinazione Auschwitz. Ritornarono solo in 17, ma la città avrebbe dovuto sentire quella mostruosità come una ferita indimenticabile. Accadde il contrario. Roma non ha mai riconosciuto quella data come un'infamia, come il simbolo di una persecuzione che aveva colpito il cuore pulsante della città, la comunità ebraica più antica, inghiottita il 16 ottobre del '43 dalla macchina infernale dello sterminio.

E invece, la Roma non ebraica non ha mai voluto saldare l'immenso debito contratto con il Ghetto. Il libro bellissimo di Giacomo Debenedetti che ha ricostruito i momenti più atroci del rastrellamento e della deportazione è conosciuto dalla minoranza dei lettori forti, ma non è considerato, come meriterebbe, un monumento alla memoria dell'oltraggio portato a Roma, agli ebrei di Roma, agli italiani di Roma. Le istituzioni cittadine per decenni hanno dimenticato di celebrare l'anniversario del rastrellamento. Perché? Giustamente si ricordano altre date dell'orrore, altri luoghi delle atrocità naziste, a cominciare dalle Fosse Ardeatine.

Ma per decenni non si sono visti pellegrinaggi al Ghetto. La costruzione della memoria del 16 ottobre del 1943 è stata faticosa, esitante, come se quella data fosse un macigno da esorcizzare, una vergogna da nascondere. Come se Roma non volesse ammettere che nel nucleo vitale della città si era consumata quel giorno una tragedia che forse venne accettata con troppa indifferenza, troppa acquiescenza, troppo silenzio.

Se non si vuole ridurre il Giorno della Memoria a un'occasione puramente retorica e celebrativa, bisogna riportare quella data dimenticata al centro dell'attenzione pubblica. Dovrebbero essere le istituzioni, le forze politiche di maggioranza e di opposizione a chiederlo con forza: chiedere che ogni 16 ottobre Roma possa riflettere su uno dei capitoli più bui della sua storia, chiedere che la comunità ebraica non sia lasciata sola a piangere i suoi morti, chi salì sui treni senza ritorno, chi venne perseguitato solo in ragione del fatto che era «ebreo» da eliminare senza pietà. La data della vergogna che Roma non può fare a meno di ricordare per sempre.

<a href='http://www.youtube.com/watch?v=zMSJUrfkRHo'>Video</a> Memoria della deportazione degli ebrei di Roma: DIRETTA WEB sabato 18 ottobre alle 19.30 su YOUTUBE <a href='http://www.16ottobre1943.it/it/storia.aspx'>Storia</a> Il 16 ottobre 1943 è una data importante per la comunità ebraica di Roma, ma anche per la città intera. Per gli ebrei romani è l'ultima tappa di un triste itinerario iniziato nel settembre del 1938 con la promulgazione delle leggi razziali. <a href='http://www.16ottobre1943.it/it/testimonianze.aspx'>Testimonianze</a> «Fummo ammassati davanti a S. Angelo in Pescheria: I camion grigi arrivavano, i tedeschi caricavano a spintoni o col calcio del fucile uomini, donne, bambini...» <a href='http://www.16ottobre1943.it/it/film.aspx'>Film</a> Archivio dettagliato dei film che hanno trattato, in modo diverso, della deportazione degli ebrei romani avvenuta il 16 ottobre 1943. <a href='http://www.16ottobre1943.it/it/foto.aspx'>Foto</a> Foto e reportage sul Ghetto, le manifestazioni e le iniziative in ricordo della giornata del 16 ottobre 1943. <a href='http://www.16ottobre1943.it/it/libri.aspx'>Libri</a> Una ricca bibliografia, utile per approfondire e aiutare il reperimento di pubblicazioni che interessano le leggi razziali e la situazione degli ebrei italiani durante il fascismo.